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La ricostruzione della sinistra Hilary Wainwright The Guardian, 10 September 2005
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A più di dieci anni dalla caduta del muro di Berlino, i partiti comunisti stanno guadagnando sostegno proprio mentre lavorano per ritrovarsi
Quindici anni dopo il crollo del blocco sovietico, in pochi si sarebbero aspettati che i partiti comunisti dell'Europa occidentale, al tempo potenti, e le organizzazioni politiche da essi nate dessero segnali di vita. E invece questi segnali non solo ci sono, ma si moltiplicano. L'ultimo viene dalla Linkspartei, che a nove giorni dalle elezioni politiche tedesche si attesta al 9% a livello nazionale nei sondaggi, e si afferma come la scelta più popolare tra i tedeschi dell'est, alle prese con un alto tasso di disoccupazione e salari bassi. Al momento questo partito è un alleato del Partito del Socialismo Democratico (PDS) nella Germania orientale, e del Partito della Giustizia Sociale, nato da una scissione dal Partito Socialdemocratico (SPD), e a guida sindacale, nella parte occidentale del paese. I due partiti si sono impegnati nel costruire un partito unico nei prossimi due anni.
In Italia, dove il governo di Silvio Berlusconi appare estremamente screditato, Rifondazione Comunista (PRC) - prodotto dell'ultimo decennio di movimenti sociali radicali e di differenti gruppi alla sinistra dello storico Partito Comunista Italiano (PCI) - fa parte de L'Unione, guidata da Romano Prodi, una coalizione che comprende anche i Democratici di Sinistra, molto meno radicali (provenienti dall'ala moderata del PCI) e il Partito della Margherita. Nella prossima primavera molto probabilmente L'Unione vincerà le elezioni politiche italiane.
Il Partito Comunista Francese ha un largo tesseramento, sulla carta, ma gli sforzi del suo leader Marie-George Buffet per rompere con un passato autoritario e di superare una profonda sfiducia finora sono stati molto limitati. L'anno scorso, comunque, il ruolo svolto dal partito nella campagna referendaria per il "no della sinistra" alla Costituzione Europea ha rafforzato i tentativi di apertura del partito e per renderlo parte integrante di un più ampio riallineamento della sinistra.
Questa ripresa non è però ancora uniforme. In Spagna la Sinistra Unita, nella quale il Partito Comunista è il partito-guida, perde ancora seggi in parlamento; e in Grecia l'innovativo Synaspismos, nato da una scissione dal tradizionale Partito Comunista Greco, rimane ancora un piccolo partito. Ma la PDS tedesca e l'italiano PRC hanno il giusto peso sociale, nonché l'impegno a rompere con il passato e segnare una diversità nella moderna politica europea. I tesserati della PDS hanno una certa età, ma il partito in chiave elettorale fa appello soprattutto ai giovani. Fino alla formazione della Linkspartei era confinato, come in un ghetto, nella regione orientale. Ma la collaborazione col Partito della Giustizia Sociale e il suo leader Oscar Lafontaine, ex ministro delle Finanze e principale esponente della sinistra tedesco-occidentale, gli ha guadagnato consensi su scala nazionale - anche se la trasformazione da partito di stato a partito radicato nei movimenti sociali locali, con genuine aperture al femminismo, all'ecologia e ad altre influenze politiche, è un processo lungi dall'essere concluso.
Questo processo di rinnovamento deve affrontare anche una problematica particolare, in quanto, in molte città e distretti tedesco-orientali, la PDS sta appoggiando i governi locali, che hanno a disposizione fondi e risorse molto scarsi per poter fronteggiare adeguatamente i problemi economici. Il partito sta di fatto attuando una politica che finisce per alienargli proprio quella fascia elettorale che sta cercando di avvicinare.
In Italia la forza del PRC sta nella sua credibilità all'interno di forti movimenti sociali e sindacali radicali, e all'interno dei consigli comunali, provinciali e regionali. Nelle elezioni regionali della scorsa primavera la coalizione L'Unione ha vinto in 12 delle 14 regioni, inclusa la Puglia, dove il candidato di Rifondazione, Niki Vendola, gay, comunista, cattolico, è stato eletto alla carica di presidente dopo 10 anni di governo della destra. Il rinnovamento del partito italiano e la sua cultura democratica si stanno rivelando contagiosi. La sua esperienza nel cercare di costruire una forza politica che vada oltre se stessa, e nella quale è solo una delle componenti, ha avuto un'influenza importante sulla PDS tedesca.
Quello che hanno in comune sia il partito tedesco sia quello italiano è il dimostrarsi pronti a sostenere l'attivismo nato in Europa nei primi anni '90, quando il mercato deregolamentato ha abbassato il tenore di vita della popolazione. La PDS, dopo un difficile processo di rinnovamento interno, è diventata l'unica voce di protesta nei confronti della brutale annessione dell'est da parte del cancelliere Kohl. Allo stesso modo, l'agilità politica del leader di PRC, Fausto Bertinotti, ha portato il partito a lavorare al fianco del sindacato militante e di più ampi movimenti sociali scesi in piazza in Italia a metà degli anni '90. In Francia, invece, dove i sindacati di base si sono alleati con i senzatetto e i disoccupati per protestare contro la politica del primo ministro Alain Juppé, il Partito Comunista si è preoccupato della "realpolitik" di un'alleanza con i socialisti.
Il coinvolgimento attivo e non settario del PCF nella campagna referendaria contro la Costituzione Europea è indicativo di un significativo cambio di direzione. Ma le istituzioni politiche francesi rafforzano l'apparato del partito. Anche ora, a quasi due anni dalle elezioni presidenziali del 2007, le prospettive di un riallineamento della sinistra sono frenate dalla pressione affinché ogni partito abbia il proprio candidato. La sinistra in Francia è anche profondamente divisa dai risvolti del pieno riconoscimento dei pari diritti di cittadinanza dei musulmani francesi - il 10% della popolazione. Parti del PCF, ancora ancorate all'interpretazione della tradizione laica e repubblicana francese, negano ai musulmani i diritti religiosi, come quello di indossare lo hijab nelle scuole. Anche questo è un fattore importante, che continua ad alienare al partito importanti movimenti e strati sociali su argomenti come il razzismo e i diritti umani.
Quando due dei principali partiti di tradizione comunista risultano vincenti nell'abbinare al successo elettorale la prontezza nell'abbandonare rivendicazioni di avanguardia, questo tuttavia segna una tappa importante nella ricostruzione della sinistra. Rimane però aperta la questione se le culture politiche radicate nella routine della vita di partito siano in grado di adattarsi a tale livello di sperimentazione.
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