Susan George is one of TNI's most renowned fellows for her long-term and ground-breaking analysis of global issues. Author of fourteen widely translated books, she describes her work in a cogent way that has come to define TNI: "The job of the responsible social scientist is first to uncover these forces [of wealth, power and control], to write about them clearly, without jargon... and finally..to take an advocacy position in favour of the disadvantaged, the underdogs, the victims of injustice."
Lezione di Chiusura
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I wrote the following closing lecture for the UNICEF course at the University La Sapienza in Rome in my Pig-Italian, then gave it to Fabrizio Sabelli who someone deciphered what I meant and put it into comprehensible prose. Ti ringrazio molto, Fabrizio!. Cominciamo con una provocazione: mi chiedo perche centinaia di studenti e di studentesse italiani si sono iscritti ad un corso intitolato 'educazione allo sviluppo'. Questi studenti devono credere, mi dico, che esiste qualcosa chi si chiama lo sviluppo ed hanno passato molto tempo quest'anno a lavorare, a leggere, ed ascoltare gli esperti di discipline varie che sanno, loro, ciò che significa questo concetto, questa parola sviluppo. L'università stessa deve stimare che lo sviluppo costituisce una disciplina come il diritto o la medicina o l'astronomia, ed è vero che lo sviluppo da 50 anni viene molto diffuso con i suoi professori, le sue istitutizione, la sua bibliografia e i suoi dipendenti. E vero di piu che io stessa mi situo nel questo campo. Ma io, che ho la spaventosa responsibilità di concludere il vostro corso, ho anche innanzitutto il dovere di confessarvi che non solamente non so bene che vuol dire questo concetto di sviluppo ma che il po' che ne capisco mi fa paura perché semplicemente lo trovo sospetto. Perché? In parte perché il sviluppo come concetto e come campo e stato inventato nel stesso tempo che la guerra fredda ad una epoca quando i paesi del nord cercavano da fare degli altri paesi nuovamente indipendenti e detti in via di sviluppo non dei socii o dei uguali ma degli alleati - per i paesi de l'OCSE alleati contro il communismo; per l'Unione sovietica alleati contro il capitalismo. Le superpotenze non si interesavano veramente ai problemi propri di questi paesi, ancora meno alla gente e specialemente ai poveri. Prima di Robert McNamara, venuto alla Banca mondiale come presidente da 1968, i poveri non esistevano per la versione officiale dello svillupo. I teorici dello sviluppo, se erano honesti, avrebbero riso dell' idea di 'sviluppo umano'. Nel nome di sviluppo, gli Stati uniti avevano sostenuto varie dittature - Marcos e Mobutu ma non Allende e i Sandinisti. La Banca mondiale e le altre agenzie officiale di sviluppo, sotto tutela degli paesi ricchi, sopratutto gli Stati uniti, hanno smesso di concedere prestiti e crediti ai governi che avevano veramente cercato di migliorare la vita della gente povera. Non dimentichiamo in quest'aula che è sotto il segno di l'UNICEF, che i cileni de l'Unita popolare ed i sandinisti hanno ridotto in modo spettacolare il tasso della mortalità infantile. Ed ora che il muro di Berlino è crollato e la guerra fredda è entrata nella storia, molte zone del mondo sono diventate di nuovo senza importanze, nessuno si preoccupa piu del loro 'sviluppo umano'. Molti aggetivi sono stati aggiunti in seguito a questo vocabolo di sviluppo - si trattava successivamente non solamente di sviluppo umano, ma anche di sviluppo dei bisogni di base, o sviluppo equo, ed oggi, dello sviluppo sostenibile. Ma niente da fare: lo sviluppo officiale conserva sempre le tracce delle sue origine politiche. In nessun momento ci si è chiesti ciò che si voleva sviluppare né per chi. In nome di sviluppo si devasta il pianeta, si distrugge l'ambiente, si marginalizza la vasta maggioranza della popolazione del terzo mondo, arrichendo le elite, una minima parte di questa popolazione, e anche qualche attore del nord. Parlo ovviammente del modello dominante di sviluppo, quello che è stato realizzato e non del lavoro dell'UNICEF o di qualche situazione e di qualche definizione ideale di sviluppo che sarebbe uno stato di solidarietà e di giustizia che noi tutti voremmo vedere regnare. Non confondiamo il piano descrittivo e il piano prescrittivo - sarebbe un errore metodologico che ci impedirebbe di avanzare. Dunque, io credo che oggi questa parola è divenuta non solamente una menzogna ma anche un velo chi nasconde processi omicidi di quale vorrei adesso esaminare rapidamente le radici. Se le prime teorie dello sviluppo sono nate negli anni 50, e stato varato questo concetto sulla forma di una ideologia per il gran pubblico negli anni 60. Un famoso libro del 1962, tradotto nel mondo intero, è quello di Walt Rostow chi si chiama Le Tappe della Crescita Economica e chi porta questo sotto-titolo molto suggestivo: 'un manifesto non-communista'. In questo best-seller, Rostow presenta un modello di sviluppo che vale per tutti i paesi, tutte le società che devono passare attraverso le stesse tappe per arrivare a uno steso scopo, imitando l'esperienza dei paesi gia industrialisati e ricchi. Non c'e posto per altre vie originali e specifiche. Tutti i paesi sotto-sviluppati cominciano, dice Rostow, come società dette tradizionali, poi passano per tappe verso il 'decollo' ed in fine arrivano alla maturità. Questo paradigma, ancora dominante oggigiorno in quella grande istituzione di sviluppo che è la Banca mondiale, riposa sui presupposti che sono, mi sembra, piu rivelatori ancora. In biologia, la nozione di sviluppo porta un senso di potenza, di forza, è un processo dinamico che si compie secondo la natura di ogni organismo. Il nostro modello dominante di sviluppo è in contradizzione con il modello biologico perchè il principio primo di Rostow ed i sui imitatori è la crescita economica illimitata. Un organismo biologico che crescesse sensa fine sarebbe mostruoso, gigante e destinato a morire poco dopo. Se voi credete che questo modello di sviluppo lanciato 30 o 40 anni fa è superato e fuori di moda, ascoltate, vi prego, il Signor Lawrence Summers che era il capo-economista della Banca mondiale e che oggi è sotto-segretario al Tesoro (ministero di finanze) degli Stati uniti, de dove guida la politica finanziaria rispetto al Sud. Summers ha detto solamente tre anni fa, cito, 'Non ci sono limiti alla 'capacità di portata' in un futuro prevedibile; non c'è un rischio di apocalisse a causa del riscaldimento del clima o di altri fattori ecologici. Se mettiamo limite alla crescita economica, pensando che esistono limiti naturale, sarebbe un errore profondo chi costerebbe un patrimonio in termini di costi sociali.' Per Summers, dunque, la crescita passa prima di tutto, abbiamo il dovere di arricchirci e solo dopo possiamo preoccuparci del ambiente. In altri termini, l'assenza della natura nel modello dominante di sviluppo è impressionante: l'ambiente è considerato come un ostacolo da cambiare o da sgomberare; la natura è passiva, un amasso di materie prime da utilizzare per favorire la crescita economica; possiamo sfruttarla ed inquinarla al infinito. nel questo vuoto ecologico, non solamente è possibile ma auspicabile di trasformare il mondo al'immagine di Los Angeles; si tratta di una separazione radicale degli uomini delle loro base naturale. Questo modello di sviluppo non è capace di fissare il prezzo dell'uso delle materie prime o della distruzione del nostro capitale naturale, del suolo, dell'acqua, delle foreste, del clima, ecc. E la ragione per cui il saccheggio della natura proseguirà. La coscienza commune della gente, dei cittadine, percipisce questa dimensione ecologica - purtroppo i maestri chi impongono la loro legge ai paesi del sud ed ormai anche del'est non hanno ancora veramente accettato questa dimensione. Ci troviamo in pieno modelo non di sviluppo ma di autodestruzione; siamo entrati nel paradosso dove la crescita è un articolo di fede ma si accompagna ad una crescente indisponibilità delle condizione vitali per realizzarla; lo sviluppo divora se stesso. Se è vero che questo modello sgombera et nega la natura fisica, l'ambiente della pianeta intera e l'ambiente particolare di ciascuno; è anche vera che si tratta di un modello che ha orrore della diversità. Oggigiorno riduciamo come mai prima la diversità naturale senza la quale non possiamo vivere a lungo. Il biologista E.O. Wilson stima che forse perdiamo piu di 250 speci vivente alla giornata, sia undici speci ognuno ora; a questo ritmo avremo perduto il 20 percento di tutte le specie fra venti a quarant'anni. Camminiamo a ritroso nell'evoluzione, perdendo in qualche decennio milioni di anni della storia della vita sulla terra. Si tratta di un vero e proprio ecocidio. Vorrei citare il mio amico e co-autore con me di un libro sulla Banca mondiale, l'antropologo italiano Fabrizio Sabelli. Dice: Come il genocidio rappresenta in un certo qual senso la dottrina di base della criminalità nazista, e lecito sostenere che l'ecocidio si possa analogamente configurare se non come una dottrina, di certo come una pratica di base della criminalità ambientale dei centri del potere economico neo-liberale; una pratica senza dubbio non arbitraria e neppure eccezionale, ma in qualche modo programmata e sistematica, legittimata in oltre da dottrine economiche che poche persone osano, oggigiorno, contestare. Questo paradigma di sviluppo dominante ha anche orrore della diversità culturale. E normale, possiamo dire, in un sistema dove la richezza è considerata unicamente mercantile. La diversità biologica può dunque essere trasformata in moneta, come anche la diversità umana è stata ridotta ad un solo tipo di uomo, il Homo economicus, assoggettato dappertutto alle stesse leggi di mercato. Ricordiamoci che nel modello di Rostow - che prendo qui come rappresentativo di un modo di pensiero ancora vivace - tutte le società dette tradizionale cominciano implicitemente da zero, non riposano sul niente, non possedono una storia propria. Essere tradizionale è essere senza passato - o solamente avere un passato mitico - è essere sensa memoria e sensa importanza nel mondo moderno perchè ci si riferisce a società fuori dei processi storici che hanno formato il mondo svilupatto. Vada da se inoltre che la conoscenza accumulata di queste società è senza valore come anche le loro forme di organizzazione sociale e poltiche. Per esempio, in questo modello, i contadini dei paesi sotto-sviluppati non conoscono niente dell' agricoltura - è di pubblica notorietà che le conoscenze in questo campo sono state elaborate unicamente negli Stati uniti ed in Europa. Ma è vero anche che oggi le conoscenze locali sulla diversità biologica sono oggetto di ricerca ed utilizzate dalle grande imprese trasnazionale per essere trasformate in produtti, in merci per il nord. Inoltre e nella stessa maniera, le forme dell'organizzazione sociale devono essere ridotte ad un solo tipo. Una società fondata sul principio della reciprocità dovrebbe essere vista come una aberrazione perche è ben conosciuto che le relazioni sociali devono essere regolate secondo il modello capitalista e che tutti si devono adattare alle regole della crescita economica, della preeminenza del economia sulla politica, la legge del mercato diventando la legge suprema. Io sostengo che da 10-15 anni, siamo stati entrati nel una nuova epoca nella storia dello sviluppo e dell'umanità dove le agenzie come UNICEF e le ONG non possono pretendere di fare altro che cercare di riperare ed addolcire i danni causati dal modelo di sviluppo in vigore. Sono divenute, queste agenzie, pompieri che provano a spegnere i fuochi accesi dagli interventi degli altri. L'ossessione del mercato, la credenza che le soluzione ai problemi delle popolazioni saranno apportate dall'ortodossia liberale hanno per risultato oggettivo uno stato di guerra, una vera e propria guerra non dichiarata del nord contro il sud e contro i poveri. Se ho scritto con Fabrizio Sabelli un libro sulla Banca mondiale, è perchè credo che quest'istituzione ha preso il leadership per imporre quest'ortodossia liberale e gioca il ruolo nel questa guerra dello stato-maggiore. Oggi la Banca ha piu influenza sulle politiche sanitarie di quanto ne abbia l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS); sull'educazione e la cultura più dell'ÚNESCO; sul destino dei bambini più de l'UNICEF. Se i progetti classici della Banca hanno spesso causato danni sociali ed ambientali nel terzo mondo, attualmente essa è anche in grado di fare la legge nel campo della politica non solo economica ma anche sociale. La crisi del debito ha accresciuto la sua potenza perchè i paesi indebitati sono sottoposti ai programmi di aggiustamento strutturale. Circa novanta paesi si trovano in questo situazione. Attraverso questi programmi è imposto il sistema liberale ad oltranza, fondato sui principi del deregolamento, della privatizzazione e della competitività internationale. Potremmo forse aggiungere a questi principi un altro, capitale: quello della disocuppazione. Permettetemi di citare un alto ufficiale della Banca mondiale responsabile del Europa de l'est, parlando l'anno scorso in un convegno del Organizzazione mondiale del Lavoro. Egli ha detto che la Banca deveva guidicare del successo dei programmi del aggiustamento sulle base del aumento della disoccupazione e non della sua diminuzione. Quindi ha citato la cifra di 20 percento di disoccupati come obbiettivo di programmi. Perchè la Banca cercerebbe un tasso tanto alto di disoccupazione? Come sapete, il lavoro ed i lavoratori costano caro e un tasso di 20 percento di disoccupati sarebbe la prova e il segno che le imprese de l'Europa de l'est, non più statali, sarebbero diventate piu competitive sul mercato mondiale. La disoccupazione farebbe anche cadere il costo dei salari perchè la gente sarebbe disposte a lavorare per pochi soldi ed il paese si trovarebbe in grado di vendere meglio le sue merci. E chiaro che nella competizione generale, fra lavoratori e fra paesi, non possono guadagnare tutti, cosicché (??) il mercato e l'aggiustamento strutturale appaiono come una guerra contro le popolazioni. Se i programmi di aggiustamento fossero efficaci economicamente, l'andamento del benessere dei poveri avrebbe dovuto essere in rialza e il debito avrebbe dovuto essere minore oggi che nell'82. Ma non è così. La Banca mondiale, con il Fondo Monetario internazionale ci dicono che dobbiamo aspettare diversi anni per vedere i risultati positivi di questi programmi. Poiché questi programmi sono in funzione da 10 o 15 anni, possiamo onestamente costatare il loro fallimento. Non solamente il debito non è diminuito ma è aumentato complessivamente dei due-terzi per tutti i paesi; il debito degli paesi piu poveri e particolarmente dell' Africa e raddoppiato. E un immenso fallimento anche sul piano umano: Il tasso di mortalità infantile comincia a salire in molti paesi per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale. Dei colleghi nelle Filippine hanno calcolato che si potrebbe salvare un bambino filippino ogni ora, o più di move mila bambini l'anno, se soltanto le Filippine riducessero il pagamento degli interessi del debito al 20 percento delle loro entrate per l'esportazione per investirlo nel settore della sanità pubblica. Nel mondo intero, l'UNICEF stima che circa 500 mila bambini muoiono ogni anno per delle ragioni direttamente collegate con il debito. Questo in più dei 36 mila bambini che muoiono in medie ogni giorno per motivi che conosciamo già da molti anni. Gli altri effeti del debito e del aggiustamento sono ben conosciuti - diminuzione del salario reale che vanno dal 30 al 90 percento, riduzione degli fondi destinati all'educazione o della salute: UNICEF ci dice anche che 30.000 professionisti del settore sanitario sono partiti dell'Africa negli anni 80. La scuola gratuita è spesso impossibile da mantenere e quando i governi sono obbligati d'imporre tasse scholastiche sono le ragazze che non vanno piu in classe. Una donna di una ONG di Zimbabwe me h'a scritto che la prostituzione serve a pagare le tasse scholastiche e che spesso sono le madri a prostituirsi perchè vogliono prima di tutto che i figli ed una possibilità di carriera. Queste madri consocono bene i pericoli del AIDS ma prendono rischi e vendono la loro sicurezza per comprare quella delle loro figlie. 'Vorrei veramente - mi scrive questa donna - che la Banca mondiale veda i risultati della sua politica qui in Zimbabwe'. Sappiamo bene che l'educazione delle ragazze e determinante per la riduzione del tasso delle nascite ed è una contradizione ed un assurdità volere nello stesso tempo un calo di questo tasso e il calo dei servizi educativi. Dovrebbe essere chiaro pertanto che il mercato mondiale non può includere tutti, non ha posto per tutti. E proprio stupido ed inutile domandare al mercato da fornire cibo e abitazione per milliardi di gente, ancora meno educazione, salute o cultura. Non è il ruolo del mercato neppure di provvedere posti di lavoro come abbiamo veduto con l'esempio de l'Europa de l'est: gli scopi del sistema liberale sono il profito e l'accumulazione. Il mercato è forse capace di ripartire le risorse scarse con massima efficienza secondo la capacità che ha ciascuno da pagare, ma in nessun modo il mercato può determinare le priorità della società. Se lasciamo al mercato le cure di decidere delle nostre priorità, lo farà. Ma non dobbiamo allora lamentarci quando i vantaggi ed il potere si concentrano nelle mani dei piu ricchi; che lo scarto tra ricchi e poveri va in aumento! Il mercato non ascolta le voce di coloro chi non hanno soldi. In questo sistema, ciascuno deve essere da solo, e l'homo economicus è un individuo in lotta per la vita. I nemici in questa guerra sono la communità e la solidarietà umane e di fatto ci sono sempre piu esclusi. Ci troviamo in una situazione di violenza strutturale. Mi spiego. Nella tradizione ebraico-cristiana e nel diritto romano, la colpevolezza è stabilita più spesso in base all'intenzione della persona che commette l'atto e non in base delle conseguenze subite dalla vittima. Nei casi di violenza strutturale, è pressochè difficile identificare i responsabili, oppure, se i responsabili ci sono, di fare accettare e riconoscere le loro colpe. I responsabili di violenze strutturali sono raramente puniti e possono sempre difendirsi dicendo 'non volevo, non avevo l'intenzione di uccidere, di far morire dei bambini, di spingere ragazze alla prostituzione, è stato un sbaglio' - o possono sempre e semplicemente negare. Questi effetti della violenza strutturale dell'aggiustamento strutturale sono, dovrei dire, normale poiché si tratta di una vera e propria guerra, ma una guerra senza colpevoli apparenti. Si tratta anche d'una guerra contro lo stato. Vorrei citare un grande pensatore italiano - scusatemi, è mia la traduzione: 'Gli stati conquistati possono essere mantenuti dal conquistatore in tre modi: il primo è di distruggerli, il secondo è l'occupazione fisica, il terzo è di lasciarli continuare a vivere sotto le proprie leggi, assoggettati a un tributo regolare ed instaurando un governo di minoranza che assicuri buone relazioni con il conquistatore'. E Il Principe, di Machiavelli. Evidentemente, lui aveva ragione. Oggi l'occupazione dei territorio non interessa più nessuno però il terzo modo funzione a meraviglia. Per parlare solamente del tributo regolare, il nord ha ottenuto a traverso il debito in 1992 un pagamento di $1463 milliardi di dollari. Come questa cifra è incomprensibile, diciamo piuttosto che si tratta de $280.000 da pagare ogni minuto per l'intero terzo mondo. Per la Zimbabwe, per esempio, questo tributo era l'anno scorso di $50.000 ogni hora, per il Messico $25.000 ogni minuto. Lo Stato non ha più potere sul quadro macroeconomico, perché le decisioni importanti vengono dettate dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale. Lo stato dovrebbe potere controllare la sua moneta, ma quando il Fondo ordina di svalutare, i paesi sotto piano di aggiustamento non hanno scelta, devono obbedire. La poltica economica è controllata persino nel dettaglio. Attraverso il debito si controlla anche qualchevolta la politica estera come si è visto con l'Egitto durante la guerra del Golfo. L'Egitto, che aveva un colossale debito estero di 42 milliardi di dollari è stato oggetto di pressioni da parte degli Stati uniti e Mubarak ha fatto la guerra a fianco dell'America. Dopo il conflitto effetivamente il suo debito è stato ridotto del 25 percento. Il debito ha permesso anche l'entrata libera di compagnie transnazioni che hanno acquistato azioni, aziende e realizzato molti affari. Agli stati del terzo mondo rimane il compito di assicurare l'ordine interno e di reprimere le insurrezione contro il caro-vita. Questa guerra contro lo stato e contro il terzo mondo ha per l'ora molti vantaggi per il nord: si fa senza repressione diretta e senza pubblicità, non si vede alla televisione e di più, il terzo mondo non è più in grado di prendere iniziative politiche - per esempio, una proposta di un nuovo ordine economico mondiale è impensabile oggigiorno. Si tratta d'altronde di una guerra vinta materialemente ma pure ideologicamente: gli eliti del sud hanno interiorisato tanto bene questo modelo di aggiustamento che ho sentito un dirigente africano dire dei questi programmi della Banca e del Fondo Monetario, 'TINA', l'ha detto così, TINA vuol dire in inglese There Is No Alternative', Non c`e Alternativa. L'altro grande teorico della guerra del diecinovesimo secolo Karl von Clausewitz ha visto bene quando defineva la guerra così: 'La guerra è un atto di violenza, il cui scopo è constringere l'avversario a fare la nostra volontà'. Oggi, il sud fa la volontà delle potenze del nord. C`è una altra guerra di quale ho gia un po parlata: la guerra ambientale. Qui, credo che il nord è stato andato troppo lontana e che questa guerra rischia essere la piu assassina di tutte. Nel contesto del debito esterno degli paesi del terzo mondo, la devastazione dell'ecosistema risale direttamente ai programmi di aggiustamento strutturale al nome dei quale i paesi indebitati devono esportare al massimo. Il patrimonio naturale diviene la moneta di scambio per pagare i debiti. La destruzione si rinforza anche perchè numerosi paesi esportono i stessi produtti - caffè, legno, ecc. - perciò c'è saturazione delle mercate ed i prezzi cadono; dunque devono esportare ancora di piu per mantenere i sui redditi. Ho gia parlato del mercato incapace di misurare, di calcolare il prezzo della destruzione ambientale. Nel modello dominante, il capitale naturale è assegnato un valore di zero. Ma come dice il grand'economista ambientale Herman Daly, non serve di avere 100 nave di pesca se non ci sono piu pesche; non serve di avere 10 segherie se non ci sono piu foreste. Al fine del ventesimo secolo, il capitale naturale e non il capitale finanziario o umano è l'elemento scarso per la nostra economia. Quando la Banca mondiale conta il capitale naturale negli suoi progetti come una rendita non fa altro che rubare il futuro. Ma sul piano più largo, questa guerra ambientale può diventare il motivo di una frattura radicale tra nord e sud. Vorrei darvi una formula, una legge semplice: L'Impatto sul Ambiente ugualia Populazione multiplicata dal Consumo multiplicato della Technologia: sia I = P x C x T. Non ci sono altri elementi nell'equazione. Altra legge: la biosfera è limitata e fissa allorché l'economia è aperta ed in crescita costanta. In conseguenza della legge che dice che l'impatto ugualia P x C x T, piu e alta la populazione, piu il livello di consumo dovrebbe essere ridotto. Piu è alto il consumo, meno sono la gente che possono goderne. La qualità della technologia può migliorare l'impatto del consumo sul ambiente ma gli scientifici dicono che siamo già vicini dei limiti della capacità della biosfera ad assorbire l'impatto della nostra actività economica. Nel anno 1900 l'economia mondiale era 25 volte più piccola che oggi - in altri termini, produciamo oggi in 15 giorni lo che si produceva in tutto l'anno 1900. Aggiungiamo circa $60 miliardi di dollari di actività economica ogni anno. Però la biosfera rimane sempre la stessa, non possiamo aumentarla. Il consumo del nord - fattore 'C' - è di venti a quaranta volte di più che colui del sud; la populazione del sud - fattore P - è di cinque o sei volte colei del nord. E matematico: se il nord rifiuta di abbassare il suo consumo per pemettere al sud il livello minimo per una vita decente o se la populazione del sud non scende radicalemente, sarà lo scontro. Tutti gli esperti dicono che la populazione del sud va continuare a crescere durante molti anni ancora. Io non ho mai visto il nord accettare di fare sacrifici. Credo che questa analisi può essere una chiave per capire il futuro e temo moltissimo che la parola del Cristo - amatevi gli uni e gli altri - si trasformi in 'uccidetevi gli uni e gli altri.' Se questa analisi, questa interpretazione della realtà sono giuste, quale sono le conseguenze pratiche? Come fare per immaginare lo sviluppo o concepire la cooperazione fra nord e sud nel questo contesto? Prima di tutto, se il problema ambientale è centrale come io credo, non possiamo risolverlo senza strutture statale. La Banca mondiale ed il Fondo monetario hanno passato 15 anni ad indebolire lo stato del sud. Dovremmo al contrario rinforzarlo per tutti i mezzi possibile e specialemente la sua capacità nel campo della sanità, dell'educazione del ambiente ed i servizi pubblici in generale. Le ONG non possono sostuirsi allo stato nei questi campi. l piccoli progetti non possono fare fronte soli ai veri problemi. Sono progetti e gruppi ammirevoli fra nord e sud: non cerco a critcarli. Credo solamente que oggigiorno gli incendiaristi/piromani?? sono piu forti che i pompieri ed il piu importante e di fermare colloro che fanno i fuochi. Vi segnalo per esempio la campagna internazionale '50 anni: Basta!' che prova di cambiare l'attegiamento e la politica della Banca mondiale e del Fondo monetario. Dovremmo lavorare anche per la democrazia internazionale. L'espressione è oggi una contradizione perchè la democrazia non esiste sul piano internazionale. Queste grandi organizzazioni che reggono oggi la vita economica, sociale, politica, non sono soggette ad alcun controllo democratico. I cittadini del Nord come i cittadini dei paesi interesati nel terzo mondo non hanno alcuna influenza su nessuna di queste istitutioni. Voi avete celebrato qualchi giorni fa in Italia la festa che commemora la liberazione de paese e l'instaurazione della Republica. Persone sono morte perché noi, ci si potese riunire in una aula come questa, prendere la parola, esprimere dei propositi che spero nel mio caso siano stati provocatori, e tutto senza essere fucilati o arrestati e imprigionati all'uscita. Mi sembra che non prendiamo sempre sufficientemente sul serio i risultati di lotte nelle quali molti di coloro che ci hanno preceduto sono morti. Bisognerebbe allargare continuamente questi spazi di democrazia, e cercare di fare in modo che essi si estendano pure nel terzo mondo. A mio parere, la democrazia è la sola risposta razionale alla condizione del mondo e se non viene trovata una risposta razionale credetemi, ci sarà un accozzaglia di risposte irrazionali - tutti i tipi di fondamentalismo, di contro-violenza, di distruzione del pianeta che ci faranno soffrire gli uni e gli altri. Se troviamo in tempo di guerra, ci ricordiamo che il contrario della guerra è la resistenza. Ai giovani ed alle giovane direi, se volete un mondo umano, vivibile, vi auguro la conoscenza e la consapevolezza precise, l'amore del pianeta e del uomo nella sua diversità e la sua difficoltà ma soppratutto la rabbia fredda, perche non ci sono altre arme. Grazie. |
TNI fellow, President of the Board of TNI and honorary president of ATTAC-France [Association for Taxation of Financial Transaction to Aid Citizens]
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