Varata una inaccettabile legge di amnistia per i gruppi armati pace da caricatura

May 18 2006

 

Varata una inaccettabile legge di amnistia per i gruppi armati pace da caricatura
Amira Armenta
Fuori Luogo, 28 Ottobre 2005

Spanish

Le norme sono state scritte
pensando non alle vittime
ma ai paramilitari, perché
conservino intatto il loro
enorme potere economico
e di pressione politica

In Colombia, il fenomeno dei paramilitari è stato
creato dallo stato per supplire alle assenze dello
stato medesimo. Quello che probabilmente non
avevano previsto gli ideatori del fenomeno, capi
del narcotraffico e funzionari che all’inizio degli
anni ‘80 diedero il via a questa avventura, fu la
dimensione che avrebbe assunto la loro creatura,
che non avrebbe impiegato molto tempo a
sfuggire dal controllo dei suoi creatori. Non per
niente i paramilitari sono stati paragonati a Mr.
Hyde. O a Frankestein. O comunque a qualcosa di vergognoso,
di cui liberarsi alla prima
occasione.

Il tentativo che viene portato
avanti da due anni dal governo
del presidente Uribe è proprio
questo: cancellare dal paese la
pessima immagine del mostro
paramilitare che è servito solo a
complicare ulteriormente il già
complesso panorama socio-politico
colombiano. Solo che, dopo
vent’anni di espansione e di
azioni indisturbate da parte di
questi gruppi, è illusorio pensare
che si possano sciogliere facilmente
le formazioni armate che
occupano la scena nazionale.
Una scena in cui si sono bene inserite.
Perché, proseguendo con
le analogie, i paramilitari .niranno presto per trasformarsi in
una sorta di mostro dalle molte teste, come l’Idra di Lerna
contro cui combatteva Ercole. Ma il presidente Uribe non è
esattamente Ercole.

A questo scopo è stata pensata la cosiddetta Ley de
Justicia y Paz, una legge approvata a giugno che dovrebbe
offrire gli strumenti giuridici necessari per consolidare l’opera
di smobilitazione dei differenti gruppi paramilitari e
dei suoi leader che abbiano dichiarato volontariamente il
desiderio di reintegrarsi nella vita civile.

Gli aspetti positivi e quelli inaccettabili

Tanta è stata la violenza in Colombia, e per un tempo
così lungo, che una iniziativa di paci.cazione, di qualsiasi
genere – scordiamoci pure la giustizia – è assolutamente
auspicabile, e prima si sviluppa meglio è. Questa
legge potrebbe rappresentare la speranza di uno stop ai
massacri, ai trasferimenti forzati della popolazione e alla
persecuzione dei contadini. Fin qui gli aspetti positivi. I colombiani
sembrano disposti a tutto, ad accettare un largo
margine di impunità, a non conoscere mai .no in fondo la
verità, al fatto che non ci sia giustizia per le vittime dei paramilitari,
purché si raggiunga la pace. Pur di non sentire
più il rumore delle armi, la gente preferisce non chiedersi
quale pace si possa raggiungere e con quali conseguenze.

Gli aspetti negativi della legge sono più difficili da
spiegare, si rifanno sostanzialmente alle conseguenze imprevedibili
che si possono generare. Il governo Uribe si è
lanciato in un dialogo con i paramilitari senza avere la minima
idea di quello che sarebbe potuto accadere. Al punto
che, a legge approvata, ancora nessuno capisce il senso di
quello che accadrà. Al mostro spuntano ogni giorno nuove
teste e la legge viene interpretata caso per caso. Di certo rimangono
diverse zone grigie in questo testo che permettono
a ciascuno di attribuirsi un certo passato di violenza politica
– compresi atroci delitti come massacri e sequestri –
per godere poi dei bene.ci previsti.

D’altro canto la legge è stata concepita pensando ai
bene.ci per i paramilitari, al loro reinserimento e allo sviluppo
di attività economiche, dimenticando l’esistenza
delle vittime. Ci sono più di due milioni di deportati interni
a causa della violenza paramilitare, gente che ha perduto
la sua famiglia e si è vista spogliata della propria terra.
Queste stesse terre che oggi sono
in mano dei capi paramilitari e
che probabilmente non verranno
mai restituite. Dopo tutto, nulla e
nessuno li obbliga a farlo. L’applicazione
di questa legge non
comporta una compensazione
per le vittime, le pene sono talmente
irrisorie che non si potrà
certo dire che sia stata fatta giustizia,
e neppure che si sia scoperta
la verità, il minimo a cui
può aspirare una vittima.

La Ley de Justicia y Paz è di
fatto un’amnistia concessa dal
governo a degli assassini conclamati,
narcotrafficanti e colpevoli
di violazione dei diritti umani. Figure
che sono riuscite a consolidare
un potere economico, politico e militare sufficientemente
esteso e rami.cato per fare approvare una legge totalmente
a proprio vantaggio. Grazie a questo provvedimento
è chi .nisce sotto processo che determina l’applicazione
della legge e la misura della sua applicazione.

Minata la legittimità dello stato

La legge è talmente assurda che fa pensare a uno
scherzo, una caricatura, grazie alla quale la Colombia sta
per concludere una operazione di riciclaggio politico, sociale
ed economico che arriva a compromettere totalmente
la medesima legittimità dello stato colombiano. Non è un
segreto per nessuno che in Colombia nell’ultimo anno e
mezzo, da quando hanno avuto inizio i colloqui di pace a
Ralito, i paramilitari siano riusciti a trasformare in denaro
pulito una quantità di circa 22 milioni di dollari e che le
esportazioni di cocaina sotto il loro controllo siano aumentate.
Nessuno ignora che in Colombia i paramilitari controllano
il 35% del Congresso, che possiedono più di sei milioni
di ettari di terreno agricolo, che controllano la politica
e l’economia di importanti regioni del paese e che, nonostante
abbiano riconsegnato una parte degli arsenali, mantengono
intatte le proprie strutture militari.

Tutto questo .no a poco tempo fa era illegale, ora sta
per diventare legale. E questo è ciò che di inaccettabile c’è
nella legge. Individui come Don Berna – un vecchio socio di
Pablo Escobar, padrino dei paramilitari e noto assassino,
che dal luogo in cui si trova dopo aver smobilitato le sue
truppe continua a controllare gruppi criminali che condizionano
la politica in alcune regioni e proseguono i loro affari
illegali – dopo una condanna di pochi anni si trasformerà
in rispettabile uomo d’affari. Lo stesso accadrà a
"Gordo Lindo", un famoso narcotrafficante del Cartello del
Valle che controlla le strade del Pací.co, recentemente convertito
al paramilitarismo per appro.ttare della legge. E
Salvatore Mancuso, forse il capo più potente delle formazioni
di autodifesa, avrà il lusso di muoversi liberamente
per il paese e di recarsi sulle spiagge di Cartagena con una
scorta armata di cinquanta uomini. Una deputata che non
nasconde le sue simpatie per i paramilitari ha detto recentemente
ai giornali che immagina Mancuso ministro nel giro
di pochi anni.

Per tutte queste persone ci sono richieste di estradizione
da parte del governo statunitense. Questo non ha permesso
all’amministrazione Bush di dare il suo appoggio a
questa legge, ma il presidente Uribe è il migliore alleato di
Washington nella regione.

È questo trionfo dell’impunità, in un paese già sufficientemente
impunito come la Colombia, quello che Uribe
sta presentando alla comunità internazionale come un risultato
del suo governo a favore della pace e della democrazia.
Ciò che appare chiaro è che Uribe, a differenza di Ercole, invece
di ammazzare il mostro, si sta alleando con lui.

 

Assistant researcher with focus on Colombia

Amira Armenta (Colombia/Netherlands) has a degree in Latin American history from the Université de Jussieu (Paris).

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