Se l'Olanda si tinge di rosso pomodoro

24 August 2012
In the media

Il 12 Settembre i Paesi Bassi affrontano le elezioni politiche generali. Qui nessuno discute l'euro, ma cresce una certa insoddisfazione verso l'Europa. La crisi come colpa alla periferia che «ha vissuto al di sopra dei propri mezzi» fa parte del discorso politico dell'intero arco dei partiti in lizza, anche se con moltissime sfumature.

 «Un elemento di forza poco sottolineato dagli analisti», dichiara Fiona Dove, del Transnational Institute, «è la modalità piuttosto tradizionale di raccolta del consenso, a livello comunitario, un porta a porta e con una organizzazione sul campo molto forte». La crescita dell'Sp sembra intercettare il voto in uscita dal centro, ma il suo discorso riesce a catturare anche parte del voto di protesta che nelle precedenti elezioni era finito al populista Wilders. L'ambizione di governo non è un mistero e, rispetto al passato, il partito mostra sicuramenti toni più concilianti: «Anni fa tendevano a posizionarsi più contro, adesso quel tempo è passato e hanno abbandonato la postura più radicale», chiosa Staps.

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